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Non dire gatto….!

La grandezza di Roma è inevitabilmente legata alla figura di Giulio Cesare: grande generale, valoroso soldato, forte personalità.

Colui che voleva salvare Roma dalle guerre civili assumendo in prima persona il potere, fu punito dal suo stesso temperamento e….dai traditori! Costoro furono animati dal timore che la città potesse ricadere nelle mani di un tiranno come ai tempi della cacciata di Tarquinio il Superbo (l’ultimo re di Roma) da parte di Lucio Giunio Bruto.

Spavaldo Cesare, poco accorto, aveva compreso che i tempi erano cambiati e maturi perché un solo uomo assumesse il potere, ma non aveva compreso che i romani ancora non volevano sentirselo dire.

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Pubblicato Martedì, 16 Aprile 2019 09:18

Il nostro meraviglioso paese è colmo di tesori: creazioni di uomini straordinari, ma anche doni che la natura ci ha fornito, benigna. Chi ha la fortuna di navigare nel Mediterraneo sa che ci sono delle perle di una bellezza insuperabile che alla perfezione paesaggistica aggiungono il fascino della storia: a chi sa far “parlare i luoghi”, infatti, ogni grotta, ogni rupe, ogni promontorio è in grado di narrare di uomini, donne, ninfe, eroi, re e regine. Chi non sia mai stato a Capri coglie solo in parte il significato del vento che scompiglia i capelli, il rumore del mare, il profumo dei limoni…

Leggi tutto: Capri, regina di pietra....(Neruda)

Pubblicato Giovedì, 07 Marzo 2019 11:35

Quando capita di spiegare a qualcuno che non è nel settore della numismatica una moneta romana di epoca imperiale, si parte dal volto impresso sul dritto per poi ragionare del fatto che gli imperatori si servivano anche di questo oggetto per “propagandare” la propria immagine e, con essa, il proprio operato.

Ci si sofferma su quanto sia incredibile poter avere la certezza che un abitante dell’Impero che si trovasse in Africa o in Grecia, in Asia o in Spagna, conoscesse il volto di un uomo, un solo uomo che viveva a Roma e dal quale dipendevano le sorti del suo paese, della sua famiglia, della sua stessa vita. Un uomo il cui giudizio e potere erano assolutamente indiscutibili e universalmente riconosciuti. Quanta fragilità si celava dietro questa onnipotenza che poteva essere cancellata in qualunque, fin troppo semplice, modo. Non è un caso se i soggetti più sensibili, divenuti imperatori, impazzirono passando alla storia per i loro atti scellerati invece che per le meno eclatanti, eppur buone, decisioni. Ma questa è un’altra storia.

Per capire fino in fondo il decisivo sviluppo di concetto di propaganda è necessario fare un piccolo, fondamentale passo indietro.

Leggi tutto: IL FILO NASCOSTO CHE LEGA ALESSANDRO MAGNO E AUGUSTO: LA PROPAGANDA IN TEMPI LONTANI DA INTERNET.

Pubblicato Martedì, 13 Novembre 2018 10:25

Studiando il fenomeno della schiavitù nell'antica Roma, lo si può affrontare sotto tanti punti di vista: che sia strettamente storico, antropologico o culturale, la schiavitù era un dato di fatto che, nel momento in cui viene sviscerato, va, prima di tutto, contestualizzato. E così cercherò di fare...

Leggi tutto: Le conseguenze della schiavitù negli equilibri della famiglia romana.

Pubblicato Mercoledì, 27 Febbraio 2019 11:26

Classificando classificando, mi è capitato di fare una curiosa riflessione….seguitemi…

“Usurai” Quentin Metsys (1520-1525), Galleria Doria Pamphili.

Di questo quadro abbiamo già parlato in un post datato il 23 aprile 2013 e non avevo un motivo preciso per riproporlo finché non mi sono trovata faccia a faccia con Tito Flavio Vespasiano in un sesterzio che ne riportava le fattezze del volto. Non era avvenente Vespasiano, non era neanche particolarmente simpatico alla storiografia, né al popolo, né al figlio Tito che gli rimproverava l’eccessiva austerità nel gestire le casse statali. L’imperatore in carica, cresciuto da un padre esattore delle tasse della provincia di Rieti, allevato in campagna dalla nonna che ci teneva a far quadrare i conti, aveva un carattere severo e rigoroso. D’altra parte il capostipite della dinastia Flavia si trovò davanti le casse disastrate dalle spese dissennate di Nerone, dalla guerra di Giudea, dall’anno dei quattro imperatori e da tante altre scelte non oculate. Svetonio afferma che appena eletto l’imperatore sostenne in modo lapidario “Perché la Res publica possa sopravvivere sono necessari quaranta milioni di sesterzi (Svetonio, Vita di Vespasiano, 16).

Leggi tutto: Vespasiano e il suo profilo fiammingo!

Pubblicato Giovedì, 04 Maggio 2017 08:49